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Sabato 18 Novembre 2017

Kick Boxng

Kobra Kai Team - Kick Boxing Perugia

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CAMPIONE ITALIANO 2013 - Gianluca Biagiotti

Il Kobra Kai Team, nato a Perugia nel 1992 grazie al M° Andrea Anania, ha portato avanti negl'anni il suo ideale d'insegnare e far conoscere la Kick Boxing, restando sempre aperto alle novità e abbracciando i vari stili che via via sono diventati Sport "per tutti".

foto-01Il gruppo ha sempre cercato di seguire la più ampia tipologia di atleti che volesse intraprendere o continuare, se già praticato, la via di questa Arte; ciò si traduce nella possibilità di frequentare i corsi con il solo intento di "muoversi" in un gruppo di amici, imparare l'ABC della kick boxing, raggiungere il livello di cintura nera senza agonismo, fino ad entrare nella squadra che gareggia nei vari circuiti delle federazioni.

Gli ottimi risultati ottenuti negli anni, sono frutto di un team unito e ben preparato che segue gli atleti in tutte le fasi del loro cammino, portandoli a credere in se stessi, a superare i propri limiti, a mettersi in gioco e dimostrare alla fine a cosa è servito il sudore, il sacrificio e la fatica.

foto-05Crediamo che lo Sport in generale, vada vissuto come "... un desiderio, un sogno, una visione ..." di affrontare i propri limiti e superarli, ma prima di tutto, vada vissuta come profondo rispetto di se e degli altri, onorando l'avversario, elogiando il compagno, soprattutto negli Sport da combattimento. Come dice la nobile arte: ... "rispetta sempre l'avversario, non umiliarlo anche se la tua superiorità te lo consente senza rischi".

 

Discipline

Il Light-contact, che letteralmente significa "contatto leggero", ma è inteso anche come "contatto controllato" ed è una formula della kickboxing che prevede un combattimento continuato a punti.

Il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, e privilegia soprattutto le doti specifiche di esecuzione tecnica e di pulizia dei colpi che vanno eseguiti con scioltezza e velocità, privilegiando la tecnica alla forza.

I due atleti combattono su di un tatami, ma a differenza del semi-contact sono liberi di muoversi sul quadrato di gara a loro piacimento, e senza che l'arbitro interrompa il combattimento dopo l'esecuzione di una tecnica portata a segno.

foto-02Il combattimento dura due o tre bround da due minuti a secondo del tipo di competizione Regionali,Italiani o internazionali e i due atleti,

combattono in posizione di guardia frontale o semifrontale uno dall'altro, possono trovarsi anche a distanza molto stretta e colpirsi a vicenda con le varie tecniche di pugno e di calcio previste si hanno diverse categorie come nel semi contact fino a cintura Verde e blu marrone e nere, richiesto nella manifestazione in cui partecipano.

L'arbitro di gara può fermare l'incontro solo in caso di "break", quando cioè gli atleti si trovano in clinch e vanno distanziati, oppure in caso di richiamo per eccessivo contatto, scorrettezze o uscita dal quadrato di gara: i richiami e le uscite comportano una sottrazione di punti e un punto alla seconda uscita alla quarta uscita dal tatami l'atleta viene squalificato.

Oltre all'arbitro centrale ve ne sono altri tre, servendosi di un cartellino come nel contatto pieno, sommano alla fine i punti totalizzati, e assegnano la vittoria, da poco è stato inserito il sistema easy scoring, dei tabelloni elettronici dove i giudici assegnano i punti con un mouse dedicato, in questo modo si ha la visione effettiva sui monitor dell'andamento dell'incontro.

Poiché nel light-contact non è previsto il K.O., la vittoria è perseguibile soltanto accumulando più punti dell'avversario e in caso di parità decidono si ha la decisione arbitrale di preferenza.

foto-03La Kick Light, versione del light-contact, che aggiunge alla tradizionale formula del light-contact la possibilità di colpire con i low kick, cioè con i calci circolari bassi nella parte interna o esterna del quadricipite: l'unico tipo di calcio che si può eseguire al di sotto della cintura.

La differenza con il tradizionale light-contact è che nella kick light le distanze si accorciano ulteriormente e l'atleta necessita di una prontezza e di una mobilità maggiore per evitare i calci portati sotto la cintura e sferrati nella coscia, che naturalmente danno punti.

La kick boxing o kickboxing è uno sport da combattimento che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese. La kick boxing ha alcune analogie con la kick jitsu.

Il termine "kickboxing" è stato coniato in Giappone negli anni sessanta. In quel periodo le uniche forme di combattimento a contatto pieno erano il full contact karate, il muay thai thailandese, il Sambo russo, il taekwondo coreano ed il sanda cinese.

I promoter giapponesi, vedendo il successo dei match di boxing thailandese, decisero di eliminare i colpi di gomito, ginocchio e le prese. Rimase uno sport da combattimento nel quale gli atleti usano pugni e calci alle gambe, al tronco ed al viso. Si usavano i calzoncini corti come nella boxe e nelle boxe thailandese e nacque così la "kickboxing giapponese", poi abbreviata in "kick boxing" o "kickboxing".

foto-04Gli americani, precedentemente, avevano iniziato a organizzare gare di kung fu e di karate a contatto pieno (full contact). Questo genere di combattimenti stava acquisendo interesse sempre maggiore finché negli anni '70, alcuni maestri di arti marziali provarono a sperimentare una nuova formula unendo le tecniche di pugno del pugilato alle tecniche di calcio del karate e del taekwondo e nacque così il Full Contact Karate.

Tuttavia vi fu una certa confusione dei nomi e degli stili, anche in virtù del fatto che nel Full Contact Karate si colpisce con i calci, dal busto in su, mentre nella kickboxing giapponese si potevano dare calci anche alle gambe.

Successivamente, in Giappone, nel 1993, venne organizzato un torneo chiamato K-1, in cui "K" sta per Karate, Kempo e Kickboxing. In questo torneo le regole sono quelle della kickboxing, ma sono valide anche le ginocchiate senza presa e i pugni saltati e girati. Lo scopo era mettere sullo stesso ring atleti di diverse arti marziali e sport da combatteimento e che avesse un regolamento sportivo che permetteva loro di confrontarsi.

Viste le borse elevatissime e l'entusiasmo enorme dei giapponesi, in questi avvenimenti, il K 1 ( diviso in due tornei: il K 1 GRAND PRIX, riservato ai Pesi Massimi e il K1 MAX, riservato alla categoria dei Pesi Medi) divenne il più importante torneo al mondo. Il termine "K-1" ha assunto attualmente l'accezione di uno sport da combattimento a se stante, benché vi partecipano atleti provenienti dal muay thai, dalla kickboxing o da altri sport simili. Da qui, i migliori atleti del mondo, si confrontano a Tokyo per la finalissima. Il regolamento del torneo è chiamato K-1 Style.

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